Programma in sintesi

 UniversitÓ autonoma, nelle scelte strategiche e nelle scelte gestionali. Per favorire un'interazione libera e aperta con chiunque voglia contribuire con noi

Certezza nelle carriere. Che non vuol dire carriere certe, ma vuol dire che chiunque abbia aspirazione alla progressione sappia che esiste una programmazione che deve tener conto delle giuste aspirazioni dei singoli e delle esigenze, di didattica ma anche di ricerca, dei Dipartimenti

Ricerca.
Come per le progressioni di carriera, anche per la ricerca i colleghi devono avere la certezza di un finanziamento per la ricerca di base. Il finanziamento di base alla ricerca non deve essere una variabile dipendente del bilancio, che puo' essere ridotta, spostata, eliminata, re-introdotta a seconda delle altre voci e delle altre esigenze, ma deve essere la base su cui costruire la parte programmatica del bilancio stesso

SussidarietÓ. L'Ateneo deve mettere tutti i colleghi, e tutti i Dipartimenti, nelle condizioni di esprimere le proprie potenzialitÓ e le proprie attitudini scientifiche e culturali nella maniera migliore possibile. L'UniversitÓ non puo' oramai esimersi da processi di valutazione, ma la valutazione non deve mai diventare pretesto per non finanziare. L'attribuzione delle risorse del c.d. FIL deve cambiare strategia: non delle fasce di merito (?) in cui chi e' migliore (?) prende un po' piu', ma fondamentalmente un supporto a chi, pur attivo, ha bisogno di poter investire per migliorare la propria produzione.


Presidenti di Corso di Studio. Queste figure, sulle quali pesa un carico ed una responsabilitÓ molto importante devono essere valorizzate nella loro capacitÓ esecutiva e anche nel riconoscimento del lavoro fatto. Questo Ŕ tanto piu' importante con l'avvicinarsi delle scadenze dell'accreditamento AVA2 e della PRO3

Benessere Organizzativo
. I docenti ed il personale TA sono letteralmente stremati dalla proliferazione di adempimenti burocratrici, deliberativi ed organizzativo. Quale che sia il giudizio sulle tante riorganizzazioni che abbiamo avuto, e' il momento di consentire alle persone di stabilizzarsi, di prendere confidenza con le procedure, e garantire un periodo in cui si puo' programmare con serenitÓ senza dover continuamente star dietro a modifiche organizzative. La centralitÓ di molte procedure e' oramai regolata dalla legge, ma ci˛ non impedisce che la gestione delle procedure torni ad essere decentralizzata, e riportata in capo ai Dipartimenti dove la conoscenza dei problemi, delle persone, delle consuetidini pu˛ senza dubbio diventare il 'fattore umano' che semplifica l'obesitÓ normativa cui siamo tutti noi sottoposti

Bilancio
. Il bilancio Ŕ l'atto politico per eccellenza della governance universitaria. Il prossimo Rettore dovrÓ attentamente studiare e capire il Bilancio, e credo che per qualsiasi candidato Ŕ difficile, allo stato attuale, prevedere cosa sarÓ possibile o cosa non lo sarÓ nei prossimi anni. Quello che posso promettere io, e' che il bilancio sar˛ trasparente, nella forma e nella tempistica. Ad ogni anno, il budget basso o alto che sia, deve esser noto per consentire la programmazione dipartimentale. Altra cosa che posso promettere e' che il mio bilancio sarÓ espansivo. Parma non puo' rischiare di restare al palo, in termini di motivazione del personale (docente e tecnico-amministrativo), di nuovi ingressi, di riammodernamento di grandi attrezzature, biblioteche e musei. Se crediamo in noi stessi, possiamo investire nel futuro, senza salti nel buio, ma sapendo che le persone, ed il benessere delle persone, e' l'investimento migliore di una UniversitÓ.

Diritto ad uno studio formativo
. Lo studente Ŕ centrale nello sviluppo di un Ateneo in tanto quanto gli si offre una formazione robusta, competitiva e spendibile su scala globale.